nuovo videoclip di Duilio Scalici
EccoVenti e tre, tratto dal sette pollici omonimo (Disco Dada / Trovarobato, 2011):
Mucchio Extra: 50 album di rock (in) italiano 2001-2010
Gretchen pensa troppo forte è sul Mucchio Extra, segnalato fra i 50 album fondamentali di rock (in) italiano dell’ultimo decennio.
[ ... ] la songwriter di Faenza asseconda un’incontenibile urgenza comunicativa e opta per soluzioni aspre, sghembe e tutt’altro che accomodanti, chitarre elettriche e acustiche, un canto vicino alla declamazione e liriche tendenti al dark [ ... ] un disco straordinariamente riflessivo nell’urlare la propria, orgogliosa difformità [ ... ]
L’intervista (DIY) su Headcleaner.eu
http://www.headcleaner.eu/wordpress/archives/2116/#more-2116
Visita il sito HEADCLEANER. Nuovi e vecchi percorsi di rock alternativo:
Slam X – scrivere rivoluzione a tutti i costi
Al Cox 18 di Milano, sabato 26 novembre, si è tenuto il festival di reading e performance Slam X, organizzato da Agenzia X.
Rassegna stampa:
http://www.agenziax.it/?nid=435
Un ringraziamento particolare ad Andrea Scarabelli e Marco Philopat per avermi dato la possibilità di partecipare.
“Lacrima/Pantera” – The Death of Anna Karina: ora anche in vinile
Interrompo il silenzio per dirvi che è appena uscito il vinile dell’ultimo album dei TDOAK (qui le date del tour: http://www.thedeathofannakarina.com/), co-produzione Tannen Records/Simona Gretchen/Unhip Records.
Per ordinarlo visitate il sito della Tannen (http://www.tannenrecords.com/site/vinyl/firy11–lacrimapantera/) o mandate un’email.
THE DEATH OF ANNA KARINA
Hardcore band nata nel 2002, il suo debutto riscuote ottimi riscontri anche all’estero (i TDOAK si esibiscono infatti in Germania, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Belgio) e la porta a incidere alcuni singoli per l’americana Slave Union e la belga Mashnote. Il primo disco dei TDOAK si consolida come un must nella discografia HC-screamo europea. Unhip Records pubblica il loro secondo album, New Liberalistic Pleasures, che acquista credito anche al di fuori del circuito underground. Nel 2009, con l’aiuto di Giovanni Ferliga e Giulio Ragno Favero, i TDOAK registrano l’ultimo disco, Lacrima/Pantera (Unhip, 2011), che segna la svolta della band verso il cantato in Italiano.
recensione su Headcleaner
Patti Smith e Giovanni Lindo Ferretti un giorno si sono incontrati nei piani sottili e, vuoi per puro diletto, vuoi per emulare antiche divinità, hanno generato una creatura multiforme cui è stato dato il nome di Simona Gretchen! Quello che potrebbe sembrare l’incipit di una sceneggiatura fantasy di serie B è in realtà la sensazione che si prova ascoltando Gretchen pensa troppo forte, di Simona al secolo Darchini, di anni 24, da Faenza.
Suono un po’ lurido in stile Sonic Youth o C.S.I., ma senza batteria, Simona sputa versi ripetuti come un mantra ossessionante di orwelliana memoria, se non nel contenuto, certamente nell’effetto. Una cantilena elegiaca, immaginifica e potente, pura poesia che scartavetra le baleniere!
bountyD
“Venti e tre” su “Hits of the Freaks vol. VIII”
10 brani in download su Beautiful Freaks, fra cui “Venti e tre”.
Grazie a Beautiful Freaks e Lunatik!
http://www.beautifulfreaks.org/online/2011/09/hits-of-the-freaks-vol-viii/
recensione di “Venti e tre” su Mag-Music
Il debutto di Simona Gretchen raccolse buoni voti e belle parole da un po’ tutte le parti, critica e pubblico. Anche a me, dedito a tutt’altri registri sonori, l’album piacque non poco. Ma francamente, più che le canzoni, ciò che veramente risultava attraente era l’attitudine da punk del nuovo millennio, il nerume dark, la rabbia espressiva e quel suo modo di cantare e di esprimere il proprio pensiero che altri non ricorda che l’intellettualmente compianto Giovanni Lindo Ferretti.
Senza dubbio, il punto forte della Gretchen era e rimane la forte e sincera capacità espressiva. Quella capacità che, anche in questo sette pollici dall’enigmatico titolo Venti e tre, sembra non perdersi. Due soli brani: l’omonima Venti e tre e Venus in Furs, cover dei Velvet Underground. La prima, eccetto delle nervose chitarre in distorsione ed una batteria spacca timpani, si rifà allo stesso stratagemma che alzava alla gloria l’album d’esordio: quel carattere post-punk e il già citato cantato lacerante à la Ferretti, con quel ridondante repeat La mia giovinezza ha un fine, ma ha vita breve. La seconda, invece, mette allo scoperto la femminilità della Nostra, in una solenne ma sveglia ed introspettiva nenia da chitarra e voce accompagnate da battiti ancestrali e primitivi.
Che questa mini apparizione servisse a preparaci al prossimo album è ben chiaro, ma se la nostra paladina saprà aggiungere nei suoni quel picco d’originalità in più che qui ancora manca, beh allora sarà molto bello leggere ancora una volta i voti e le belle parole di cui sopra.
Davide Ingrosso
http://www.magmusic.it/2011/09/10/simona-gretchen-venti-e-tre/
“Generazioni”, tributo al Santo Niente, e “Canzoni della Notte e della Controra”, di Umberto Palazzo, su Rumore
Palazzo ristrutturato
Non possiamo dire che Generazioni, tributo per Disco Dada al Santo Niente, sia un destinato alla Storia. Eppure funziona. Qualche ottimo brano, qualche riempitivo. Fa parte del gioco nei dischi fatti più con il cuore che altro. Un lavoro che si ascolta però con piacere, per il valore dei singoli brani. Canzoni come Junkie (Simona Gretchen ammette, ironica: Potrei averla scritta io. Con anni di ritardo. E sicuramente peggio), Cuore di Puttana (per Dave, degli Zippo, la più adatta a ricordare quello che in Italia, nessuno ha avuto le palle di fare), Maelstrom (Amiamo in blocco [Sei na ru mo'no wa na 'i], sentenzia Igor dei Devocka), sono tanto radicate nei cuori degli indie che quasi potrei esserci anche io con la mia Nuove Cicatrici versione doccia. Luna Viola, qui ripresa da Giorgio Canali, è bellissima; ed è lui stesso a confessare che doveva essere in uno split SANTOFUOCO & ROSSONIENTE ma, purtroppo, visto che io e Umberto siamo dei cazzoni, non uscirà mai. E’ Aria, ulteriormente vitaminizzata da Lorenzo Montanà, Sono ormai anni che la suono, ci dice Tying Tiffany e Gianluca Lo Presti di Nevica Su Quattropuntozero (qui con una Elettricità molto 80′s) aggiunge: Nel ’97 a trent’anni suonati andavo ad ascoltarli nei centri sociali. Anni dopo lavoriamo fianco a fianco per questa release. Ecco, questo fa strano. Intanto Il Posto delle Cose da non Trovare (spolverata da Lilies On Mars) e Santuario (ipnotica con i CFF e il Nomade Venerabile) ci ronzano ancora in testa. Uno schiaffo morale, come ci suggerisce Ilenia Volpe, che ben rappresenta la sottesa importanza d’un disco così.
Giorgio Moltisanti
[Rumore, sett 2011, p. 78, dove trovate anche la recensione al nuovo disco di Umberto Palazzo, Canzoni della Notte e della Controra, Disco Dada]