Indie Pride – Locomotiv Club

Dal comunicato ufficiale:

Musica, Amore e Orgoglio. Queste le tre parole d’ordine dell’Indie Pride. L’Indie Pride sarà un evento in cui i musicisti, addetti ai lavori e realtà dello scenario indipendente si troveranno insieme a Bologna, nell’anno in cui ospita il Pride Nazionale, per unirsi e unire sensibilizzando su tematiche sempre più attuali quali il riconoscimento dei diritti ancora negati alle persone Lesbiche Gay Bisessuali Transessuali come il riconoscimento delle unioni di fatto. Un momento in cui non fermarsi ma muoversi a ritmo di musica per dire STOP all’Omofobia di cui ogni giorno siamo testimoni e chiedere una legge che tuteli dagli attacchi a sfondo omofobico.

***

L’Indie Pride, venerdì 18 maggio, a partire dalle 20, vedrà sul palco del Locomotiv:
Kisses From Mars
Mangiacassette
Simona Grechen
Maria Antonietta
Heike Has The Giggles
Chewingum
2Pigeons
Iori’s Eyes
Drink To Me
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La Musica è Femmina – Fabbrica delle Candele

10 maggio

LA MUSICA E’ FEMMINA – SCUOLA RADIO ELETTRICA

Fabbrica delle Candele

Piazzetta Corbizzi, Forlì

a cura di Luigi Bertaccini

ospiti:

Simona Gretchen

Nicoletta Noè

[dalle 21.15, ingresso gratuito]

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Bologna sta nel Mucchio

Peccato per l’assenza dei Massimo Volume, ma il 3 aprile al Locomotiv se ne son viste delle belle.

Offlaga Disco Pax

Junkfood

Angela Baraldi & Giorgio Canali

33Ore

IoSonoUnCane

Boxeur The Coeur

Beatrice Antolini

Simona Gretchen

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Blinde Proteus

Vi segnalo la nascita recente della DIY label BLINDE PROTEUS, che pubblicherà il 23 maggio l’ultimo lavoro degli Elettrofandango, l’ep Achab (qui il teaser: http://vimeo.com/28323840).

Qui pagine facebook del collettivo (in attesa del sito ufficiale):

https://www.facebook.com/pages/BLINDE-PROTEUS/183983125035021

e della band:

http://www.elettrofandango.com/

***

I vinili recentemente pubblicati per Tannen Records di Lacrima/Pantera (ultimo lavoro di TDOAK) sono nel frattempo approdati alla Casa del Disco di Faenza.

 

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Mucchio Extra: 50 album di rock (in) italiano 2001-2010

Gretchen pensa troppo forte è sul Mucchio Extra, segnalato fra i 50 album fondamentali di rock (in) italiano dell’ultimo decennio.

[ ... ] la songwriter di Faenza asseconda un’incontenibile urgenza comunicativa e opta per soluzioni aspre, sghembe e tutt’altro che accomodanti, chitarre elettriche e acustiche, un canto vicino alla declamazione e liriche tendenti al dark [ ... ] un disco straordinariamente riflessivo nell’urlare la propria, orgogliosa difformità [ ... ]

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Slam X – scrivere rivoluzione a tutti i costi

Al Cox 18 di Milano, sabato 26 novembre, si è tenuto il festival di reading e performance Slam X, organizzato da Agenzia X.

Rassegna stampa:

http://www.agenziax.it/?nid=435

Grazie ad Andrea Scarabelli e Marco Philopat.

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“Lacrima/Pantera” – The Death of Anna Karina: ora anche in vinile

Interrompo il silenzio per dirvi che è appena uscito il vinile dell’ultimo album dei TDOAK (qui le date del tour: http://www.thedeathofannakarina.com/), co-produzione Tannen Records/Simona Gretchen/Unhip Records.

Per ordinarlo visitate il sito della Tannen (http://www.tannenrecords.com/site/vinyl/firy11–lacrimapantera/) o mandate un’email.

THE DEATH OF ANNA KARINA

Hardcore band nata nel 2002, il suo debutto riscuote ottimi riscontri anche all’estero (i TDOAK si esibiscono infatti in Germania, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Belgio) e la porta a incidere alcuni singoli per l’americana Slave Union e la belga Mashnote. Il primo disco dei TDOAK si consolida come un must nella discografia HC-screamo europea. Unhip Records pubblica il loro secondo album, New Liberalistic Pleasures, che acquista credito anche al di fuori del circuito underground. Nel 2009, con l’aiuto di Giovanni Ferliga e Giulio Ragno Favero, i TDOAK registrano l’ultimo disco, Lacrima/Pantera (Unhip, 2011), che segna la svolta della band verso il cantato in Italiano.

http://www.thedeathofannakarina.com/

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recensione e intervista (DIY) su Headcleaner

Patti Smith e Giovanni Lindo Ferretti un giorno si sono incontrati nei piani sottili e, vuoi per puro diletto, vuoi per emulare antiche divinità, hanno generato una creatura multiforme cui è stato dato il nome di Simona Gretchen! Quello che potrebbe sembrare l’incipit di una sceneggiatura fantasy di serie B è in realtà la sensazione che si prova ascoltando Gretchen pensa troppo forte, di Simona al secolo Darchini, di anni 24, da Faenza.

Suono un po’ lurido in stile Sonic Youth o C.S.I., ma senza batteria, Simona sputa versi ripetuti come un mantra ossessionante di orwelliana memoria, se non nel contenuto, certamente nell’effetto. Una cantilena elegiaca, immaginifica e potente, pura poesia che scartavetra le baleniere!

bountyD

http://www.headcleaner.eu/wordpress/?p=380

L’intervista (DIY):

http://www.headcleaner.eu/wordpress/archives/2116/#more-2116

http://www.headcleaner.eu/

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“Venti e tre” su “Hits of the Freaks vol. VIII”

10 brani in download su Beautiful Freaks, fra cui Venti e tre.

Grazie a Beautiful Freaks e Lunatik!

http://www.beautifulfreaks.org/online/2011/09/hits-of-the-freaks-vol-viii/

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recensione di “Venti e tre” su Mag-Music

Il debutto di Simona Gretchen raccolse buoni voti e belle parole da un po’ tutte le parti, critica e pubblico. Anche a me, dedito a tutt’altri registri sonori, l’album piacque non poco. Ma francamente, più che le canzoni, ciò che veramente risultava attraente era l’attitudine da punk del nuovo millennio, il nerume dark, la rabbia espressiva e quel suo modo di cantare e di esprimere il proprio pensiero che altri non ricorda che l’intellettualmente compianto Giovanni Lindo Ferretti.

Senza dubbio, il punto forte della Gretchen era e rimane la forte e sincera capacità espressiva. Quella capacità che, anche in questo sette pollici dall’enigmatico titolo Venti e tre, sembra non perdersi. Due soli brani: l’omonima Venti e tre e Venus in Furs, cover dei Velvet Underground. La prima, eccetto delle nervose chitarre in distorsione ed una batteria spacca timpani, si rifà allo stesso stratagemma che alzava alla gloria l’album d’esordio: quel carattere post-punk e il già citato cantato lacerante à la Ferretti, con quel ridondante repeat La mia giovinezza ha un fine, ma ha vita breve. La seconda, invece, mette allo scoperto la femminilità della Nostra, in una solenne ma sveglia ed introspettiva nenia da chitarra e voce accompagnate da battiti ancestrali e primitivi.

Che questa mini apparizione servisse a preparaci al prossimo album è ben chiaro, ma se la nostra paladina saprà aggiungere nei suoni quel picco d’originalità in più che qui ancora manca, beh allora sarà molto bello leggere ancora una volta i voti e le belle parole di cui sopra.

Davide Ingrosso

http://www.magmusic.it/2011/09/10/simona-gretchen-venti-e-tre/

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