intervista Beautiful Freaks
Noterete ovvi anacronismi e frasi poco sensate sparse qua e là … il tutto è dovuto al semplice fatto che questa intervista sia stata rilasciata in primavera e il numero 36 di Beautiful Freaks sia uscito solo ora. Insomma, sono strana, ma schizofrenica no. Grazie a Beautiful Freaks e buona lettura a voi. [S. G.]
Gretchen Pensa Troppo Forte è l’esordio solista di Simona Gretchen che dopo un passato da bassista per i Karmica* si dedica ora anima e corpo a dei pezzi davvero personali e singolarissimi. In bilico tra il cantato e il declamato su un tappeto sonoro urticante e tagliente la Nostra ci propone undici brani davvero originali e preziosi che fanno davvero ben sperare per il suo futuro artistico e anche per il nostro di ascoltatori che da tanto tempo non avevamo tra le mani un esordio di tale (…)
Abbiamo approfondito con qualche domanda la conoscenza di Simona.
Cosa c’era prima dei tuoi lavori da solista? Suonavi in qualche gruppo? E come sei arrivata a questa dimensione?
C’ero io alle prese con svariate band punk e indie-rock che si sono susseguite per 7/8 anni, in cui ho militato come bassista o come chitarrista. Sono arrivata a questa dimensione dopo essere uscita dai Karmica* (per semplici divergenze artistiche emerse dopo più di due anni). Volevo rimettermi in gioco con un progetto finalmente mio, in cui scrivessi testi e musica personalmente. E diverso da quel che avevo fatto fino a quel momento.
Soddisfatta di come è venuto fuori il nuovo lavoro?
Assolutamente sì. Ho la fortuna di essere circondata da uno staff di persone che mi valorizzano per quello che sono, e che non hanno mai tentato di snaturare nulla di me e delle mie idee artistiche. Non finirò mai di ringraziare Lorenzo Montanà per la sua produzione artistica, Gianluca Lo presti per avermi sostenuta sin dall’inizio, e ora i due musicisti che mi accompagnano dal vivo, Lorenzo Soldano e Andrea Raffaele, che hanno creduto nel disco al punto da prestarsi ad accompagnarmi nella sua promozione live. Senza dimenticare il violino e la viola di Nicola Manzan, la cui presenza ha impreziosito ulteriormente Gretchen Pensa Troppo Forte.
I tuoi testi, il modo in cui interpreti le canzoni, soprattutto la tua non-convenzionalità, passami il termine sono a mio parere le tue armi migliori. Mi hai sempre dato l’impressione di essere un artista che se la vuoi ascoltare ti devi impegnare a stargli appresso e cercare di entrare nel suo mondo … una persona che lascia poco alla mediazione. Sbaglio?
Non sbagli. La mediazione ha senso se parliamo di qualcosa che debba portare a qualcosa di utile … o di Economia, non so. L’Arte è pura empatia, è fatta di schegge impazzite. Mi piace chi dice sempre la verità (la sua, ovviamente), a costo di far male. Preferisco che mi si ami o mi si odi. Basta che la cosa sia sincera.
Normalmente nella stesura delle canzoni segui un percorso più o meno fisso o ogni volta il processo creativo cambia?
Il processo può cambiare di volta in volta. Mi piace non darmi regole prestabilite in questo senso. E’ capitato che scrivessi testi che solo successivamente abbiano trovato la loro più consona dimensione musicale, ma è anche capitato che un brano scaturisse da un riff di chitarra o di basso, o da un giro suonato al piano.
Cosa pensi degli accostamenti tra il tuo stile vocale e quello di Giovanni Lindo Ferretti? Non pensi sia un po’ troppo sbrigativo? Cioè un rimando può anche starci ma tu, nonostante la tua giovane età, mi sembri già ben definita e ricca di personalità.
Beh, ti ringrazio. Comunque l’accostamento non può che farmi onore. Per quanto, come ovviamente ogni artista dovrebbe cercare di fare, non miro a emulare lo stile di nessuno in particolare, il fatto di essere stata affiancata a determinati nomi dalla stampa mi ha tutt’altro che infastidito. Anzi, a volte di fronte alla mole dei soggetti citati (vedi lo stesso Ferretti, o Cristina Donà, o uno dei miei preferiti in assoluto, Godano), mi sento parecchio imbarazzata.
C’è invece qualche artista che ha inciso più di altri nella tua formazione artistica?
Tre figure femminili: Nico, Patti Smith e PJ Harvey. Il grande Leonard Cohen. Come scrittore ancor prima che come cantautore. Se guardo agli autori italiani, mi vengono in mente, fra gli altri, Godano, De André, per certi versi Nada e Carmen Consoli. Ma più che al cantautorato riconosco di essere legata a band, di oggi e del passato.
E qualcuno con cui moriresti dalla voglia di suonarci insieme?
Stiamo in Italia: con i Verdena, probabilmente. Devo ancora trovare un’altra realtà italiana capace di trasmettermi dal vivo quello che loro riescono a darmi (se escludo, ma la questione diventa ben più complessa ed estrema, i grandissimi Zu). Nel senso più puro e viscerale del termine. E rappresentano uno dei rari casi in cui di disco in disco si possa riscontrare un’evoluzione interessantissima. Di solito le band mi deludono, dopo i primi due o tre dischi. Invece Requiem è incredibile, secondo me. Ma sono tanti gli artisti con cui sarebbe splendido collaborare, e la lista temo sia troppo lunga!
Al momento come stai promuovendo il cd?
Dopo le recensioni e qualche intervista, sto promuovendo il disco presso varie radio che mi hanno con mio immenso piacere invitato e sto suonando il più possibile dal vivo. Se a novembre e dicembre c’è stato qualche live entro regione (abbiamo suonato a Bologna, Forlì, Faenza, la mia città) dal 30 gennaio (al Bronson di Madonna dell’Albero, Ravenna) è partito il tour vero e proprio, che toccherà Torino, Genova, Roma, Recanati, Milano ed è tutt’ora in via di definizione.
E in futuro? Cosa dobbiamo aspettarci?
Io cerco di non aspettarmi mai un bel niente. Il futuro è un buco nero, preferisco concentrarmi sul presente. Per come sono andate le cose finora, i riscontri che il disco ha avuto sono andati oltre ogni mia più rosea aspettativa. Mi sento semplicemente molto felice, per quello che mi accade, artisticamente parlando, e molto grata a chi mi ha sostenuto.
Chiudiamo come al solito chiedendoti di segnalare qualche artista delle tue parti ai lettori di BF!
Una band: i Kisses From Mars, di Ravenna –rock psichedelico-. Gli Schonwald, con la voce e il basso di Alessandra Gismondi. E un cantautore di gran classe, Mattia Tarabini –in arte Padre Gutiérrez-, di Carpi. Qualche tempo fa mi ha omaggiato di una cover (splendida) di O Nostre Pelli. E’ancora sul suo player, se avete curiosità date un’occhiata alla sua pagina MySpace. Elegante e tagliente, ve lo consiglio.
A.P.
http://www.beautifulfreaks.org/online/wp-content/uploads/2010/08/bf_36.pdf
news / live tour
ULTIME NEWS
Dopo l’estate sarà pubblicato un 7”, che includerà un brano inedito e la cover di “Venus In Furs” dei Velvet Underground … la grafica sarà curata da un mio carissimo amico, disegnatore e fumettista, e alle registrazioni di “Venus” parteciperà un mio vecchio compagno di Dams, pianista e scrittore. Trattasi di edizione limitata (forse limitatissima), dunque invito chiunque fosse interessato a contattarmi/prenotarsi da subito (scrivendo un messaggio o mandando un’email a symodark@libero.it). Il costo sarà di 5 euro, la vendita avverrà solo su prenotazione, fino ad esaurimento copie, e il 7” vi verrà recapitato direttamente all’indirizzo che mi indicherete.
Inoltre: Duilio Scalici (http://duilioscalici.jimdo.com/), già autore del video, fra gli altri, di Trapianti Giapponesi (Bologna Violenta), sta lavorando ad un nuovo video-clip.
GRETCHEN PENSA TROPPO FORTE
Il disco Gretchen pensa troppo forte (uscito il 25 novembre 2009) si può acquistare nei negozi di dischi, presso le Fnac o ai live. Non esitate a contattarmi direttamente per qualsiasi evenienza.
INDIE OR DIE
Per ricevere Indie Or Die (con brani di Christine Owman, Audionom, The Horrors, Project Skyward, Tying Tiffany, Zombelle, Simona Gretchen, A Place To Bury Strangers, Schonwald, Nevica Su Quattropuntozero, Who Made Who, Vum, Umberto Palazzo, Black Church, Letherdive, Techno God, Fan Death), la nuova compilation di Disco Dada Records, o per qualsiasi informazione relativa a Electro Or Die e Indie Or Die (che si possono acquistare anche ai nostri concerti o presso le Fnac), scrivetemi!
INTERVISTA SU AUT
Simona Gretchen è stata intervistata da Daniele Catena per il numero di aprile 2010 di Aut (http://www.mariomieli.org/spip.php?rubrique30), il mensile gratuito edito dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (http://www.mariomieli.org/) di Roma.
http://www.muccassassina.com/upload/pdf/aut_04_2010.pdf
I concerti previsti da fine gennaio in poi sono in continuo aggiornamento anche su www.myspace.com/simonagretchen
NEXT GIGS
7 settembre l’Alligatore intervista Simona Gretchen live su http://alligatore.blogspot.com/ - ore 21.30
12 settembre KeepOn 100%Live Club Festival (Trezzo Sull’Adda, Milano) – nel tardo pomeriggio
16 ottobre Materia Off (Parma) – ore 22 – in apertura: Fabrizio Pollio (Io?Drama)
23 ottobre Brixton (Alassio, Savona) – ore 22 – a seguire: Bologna Violenta
PAST GIGS
28 settembre InFestazioni Musicali (Marzabotto, Bologna)
16 ottobre Nottetempo (Faenza, Ravenna)
13 novembre Scalo San Donato (Bologna)
28 novembre Auditorium Sant’Umiltà (Faenza, Ravenna) – a seguire: Vincenzo Vasi
12 dicembre Kubrick (Forlì, Forlì-Cesena)
30 gennaio Bronson (Ravenna)
5 febbraio Teatro della Filarmonica – audizioni Musicultura (Macerata)
7 febbraio FNAC (Torino) – show case acustico
9 febbraio FNAC (Verona) – show case acustico
12 febbraio FNAC (Roma) – show case acustico
13 febbraio Spazio 211 (Torino) – a seguire: Port Royal
14 febbraio Salotto Muzika/Arteria (Bologna) – a seguire: Edda
20 febbraio FNAC (Genova) - show case acustico
20 febbraio Milk (Genova)
26 febbraio FNAC (Milano) – show case acustico
27 febbraio Koko Club (Biella) – a seguire: Calibro 35
2 marzo Pao Long Beach (San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno)
11 marzo Mélos (Pistoia)
12 marzo Musicultura Festival 2010/Teatro Persiani (Recanati, Macerata)
21 marzo Mei Spot 2010/MIC (Faenza, Ravenna)
24 marzo Off (Modena)
26 marzo TreeSessanta/Ex Macello (Gambettola, Forlì-Cesena)
27 marzo Loop Cafè (Perugia)
2 aprile Wake Up (Pescara)
13 aprile Circolo degli Artisti (Roma) – a seguire: Pharm + Guano Padano
15 aprile Jarmush (Caserta)
17 aprile Endorfina (Montesano Salentino, Lecce)
26 aprile La Casa 139 (Milano)
14 maggio Locomotiv Club (Bologna) – a seguire: A Toys Orchestra
27 maggio All’unaetrentacinquecirca (Cantù, Como)
29 maggio C.S.A. Spartaco (Ravenna) – live set acustico – a seguire: I Fasti
5 giugno Galleria San Giorgio (Sassuolo, Modena) – show case in solo
16 giugno Hey Sun! Festival/Parco Fantasia (Padova)
16 luglio Festa Democratica (Forlì, Forlì-Cesena)
20 luglio Piazza Nenni (Faenza, Ravenna) – a seguire: The Niro
28 agosto Festa di Radio Onda d’Urto (Brescia) - main stage: Baustelle, Perturbazione
MUCCHIO – ANNUARIO 2009
Dopo la recensione e l’intervista di Federico Guglielmi sul Mucchio (numeri di dicembre 2009 e gennaio 2010), Simona Gretchen è con Gretchen pensa troppo forte sull’Annuario 2009.
ROLLING STONE
Il video-clip di Alpha Ouverture è sul sito di Rolling Stone.
http://www.rollingstonemagazine.it/video/simona-gretchen-il-video-di-alpha-ouverture-in-esclusiva
E’ inoltre pubblicata sul sito della rivista l’intervista a cura di Luca Garavini.
http://www.rollingstonemagazine.it/interviste/simona-va-veloce
MAG-MUSIC COMPILATION
Cera è su Mag-Music Compilation Vol.4, insieme a Bologna Violenta, Iori’s Eyes e tanti altri.
http://www.magmusic.it/2010/02/20/mag-music-compilation-vol-4-in-download-gratuito/
recensione Shiver (agosto 2010)
Stati di agitazione. Rumori, saltuari momenti di distorsione sonica, quasi a voler creare un sottofondo ideale a voler spiegare i propri sentimenti. Poi, momenti di calma, dove la furia sotto vesti più placide ricompone tutto. Questo forse basterebbe per farvi comprendere il lavoro d’esordio di Simona Gretchen, ma andiamo avanti. Sin dalle prime note e parole di Gretchen pensa troppo forte si intuiscono una forte capacità espressiva e quel cantautorato, quasi sempre folk, figlio di Giovanni Lindo Ferretti e fratello delle Luci della centrale elettrica, generando fiumi in piena che sgorgano affermazioni e ragionamenti (sentimenti) sotto forma di espressione politica.
C’è una sensibilità e una percezione della morale con pochi pari nella giovane Gretchen, e questo, insieme alla rabbia con la quale si esprime, è il punto di forza dell’album. Rabbia nelle parole, ma anche rabbia nei suoni, come si intende dal ruvido esordire di Alpha Ouverture, dalla pungente Fockus o dalla tensione di Ieri. Per il resto viene avanti la tregua, la pazienza (mai troppo equilibrata però) nelle quali la Gretchen fonda i suoi pensieri, sempre e comunque in uno stato di forte collera espressiva, quest’ultima presa a braccetto soltanto dagli onnipresenti sguizzi di cattiveria nei suoni. Si gusta, durante la mezzora o poco più dell’ascolto, questo saper ben alternare i vari fattori sopracitati, ricordando un po’ i modi di fare di Giorgio Canali (tra l’altro, ditemi se le chitarre elettriche di Simpatia per B.C. non sembrano di sua proprietà). Ma anche i testi, diretti ed incisivi, sono tra i portabandiera dello stile della Nostra. Testi spesso difficilmente indecifrabili, a metà tra ira annebbiata e limpida chiarezza, un po’ poetici ed un po’ autobiografici. Temi, a farla breve, che si presentano come veri megafoni per chi vuole mettere in primo piano i disagiati (O Nostre Pelli, ad esempio, è il pezzo più impegnato dell’intera raccolta).
In conclusione, la Gretchen (a poco più di 20 anni) pensa davvero troppo forte, dimostrando carattere e una forte personalità, caratteristiche che saranno probabilmente le chiavi per le porte del trionfo e per la sua personale consacrazione artistica.
Davide Ingrosso
http://shiverwebzine.com/2010/08/03/simona-gretchen-gretchen-pensa-troppo-forte-2009-disco-dada-rec/
Daniele Catena intervista Simona Gretchen su Aut (aprile 2010)
Claustrofobica e intrigante
Simona Gretchen è nuova nel panorama musicale. Ha appena pubblicato il suo primo album solista, Gretchen pensa troppo forte, e noi di Aut ve lo consigliamo. Cantautrice indie/folk/noise, la Gretchen ci racconta della sua musica e dei diritti negati nell’intervista che le abbiamo fatto.
Come ti descriveresti per farti conoscere dalle persone che ancora non hanno ascoltato i tuoi lavori?
Mi hanno definito come una cantautrice indie/folk/noise. Credo che in fondo la cosa abbia senso: il disco che ho pubblicato, Gretchen pensa troppo forte, che è il mio primo disco da solista, è il risultato dell’impegno nel miscelare l’influenza che su di me hanno avuto artisti come Leonard Cohen, Fabrizio De André, Angelo Branduardi, solo per citarne alcuni, con il mondo musicale nel quale sono propriamente cresciuta, fatto di sonorità aspre e spesso violente, di concerti hardcore, di noise, grunge, wave, e di esperienze musicali in band indie e punk (come chitarrista e bassista).
La tua musica è un melting pot di sonorità folk e rock mentre le parole sembrano essere studiate e poste insieme per ottenere un particolarissimo effetto che affascina. Come crei il tuo stile? Quali sono le tue muse?
Cercando, appunto, di fare un passo in avanti su un percorso (peraltro già recentemente intrapreso da altri artisti, giovani e meno giovani) che ci sta via via portando al di là delle barriere del cantautorato tradizionale, per farlo implodere e ridefinirne l’assetto. Personaggi come Nico o PJ Harvey mi hanno decisamente ispirato in questo senso. Voglio che i miei testi siano profondamente autobiografici, voglio creare catarsi, voglio osare forzando la metrica. Voglio che un arrangiamento sia funzionale alle liriche (o alle declamazioni) che sostiene, ma allo stesso tempo evochi atmosfere e fascinazioni che si reggano autonomamente.
Alpha Ouverture è un pezzo potente, isterico, quasi tribale. Che tipo di distribuzione hai scelto e come è nato il concept del video?
Alpha Ouverture non ha avuto una distribuzione vera e propria. E’ il brano d’apertura del disco, capace di introdurre chi è in ascolto all’atmosfera onirica (e, diciamolo pure, un po’ inquietante…) di cui è poi pervaso l’intero Gretchen pensa troppo forte; per questo l’abbiamo scelto come potenziale singolo e ne abbiamo girato un video. Nicola Pederzoli e Marco Tassinari sono stati fantastici nel cogliere nelle riprese, e ancor più in fase di montaggio, quella dimensione distorta e un po’ morbosa che ne doveva trapelare. Mi piace l’idea che il risultato sia allo stesso tempo claustrofobico e intrigante. E sono felice del fatto che in molti abbiano riconosciuto che si sia parecchio osato, rispetto ai canoni italiani, in certe scelte stilistiche e di contenuto, nella realizzazione del videoclip in questione. Video che ha fra l’altro ottenuto un’esclusiva sul sito di Rolling Stone, qualche tempo fa. Ora lo si può trovare su YouTube o sulla mia pagina MySpace.
Qual è il tuo rapporto con la comunità glbt e cosa pensi dell’attuale situazione dei diritti?
Ne sono parte, sono bisessuale dichiarata. Penso che ci siano molte lacune, quanto a diritti abbiamo un mucchio di strada da fare, e l’omofobia non diminuisce. Anzi, a volte ho l’impressione che certa violenza sia un fenomeno in aumento. Figlia, come spesso accade, dell’ignoranza e della noia. E, nondimeno, del fatto che siamo ancora troppo in pochi a fare coming out. Quanto a questioni su cui si dibatte spesso, come il matrimonio omosessuale, dico solo una cosa: io lo abolirei come istituzione, il matrimonio, non faccio testo. Ma, finché esiste, non capisco perché ci sia qualcuno che abbia diritto di decidere con chi ci si possa o meno sposare o crescere bambini. Non ho mai creduto nella famiglia intesa in senso tradizionale… E non fraintendetemi, la mia non è rivalsa personale: i miei genitori si sono sposati in chiesa e sono persone inattaccabili sotto qualsiasi punto di vista, che hanno una loro coscienza e una loro etica. E che comunque mi hanno sempre rispettata. Dico solo che il mondo là fuori è fatto di tanto altro e non basta accontentarsi della propria isola felice se si vogliono migliorare le cose per tutti… C’è un sacco di gente che non è cresciuta nella serenità in cui sono potuta crescere io. La politica, la vera politica, è di questo che dovrebbe occuparsi, fino a prova contraria. E sono disgustata dalla leggerezza, dalla volgarità e spesso dall’incompetenza con le quali vengono affrontati determinati temi in questo Paese.
Gli artisti gay sono tanti ma davvero in pochi fanno coming out. Cos’è tutta questa paura di venire allo scoperto e soprattutto, perché dissimulare? L’ambiente musicale è davvero così omofobo o la paura è solo uno stato mentale nella testa degli artisti?
In realtà non saprei. Io consiglio sempre e comunque il coming out a chiunque. Venire allo scoperto in massa penso sia l’unica vera strada possibile per sbattere la realtà in faccia a chi non coglie evidentemente la rilevanza del fenomeno. E per abbattere via via l’omofobia che è comunque, in alcuni ambienti maggiormente e in altri in modo minore, presente. Scherzi a parte, credo il primo passo da fare sia mandare a quel paese il proprio stato mentale (non dico sia semplice per tutti allo stesso modo, ma che ne valga la pena sicuramente sì) e uscire fuori. Ne sono profondamente convinta. Nel frattempo, una nota positiva: noto molta solidarietà all’interno della comunità glbt. Fra artisti poi, la cosa diventa ancora più evidente. Trovo fondamentale che si possa contare su una comunità di persone unite, e non divise, dalle stesse speranze per una situazione futura migliore (si spera) non troppo lontana.
Daniele Catena
recensione Velvet Goldmine (dicembre 2009)
Simona Darchini, in arte Gretchen, ha solo ventidue anni ma ne dimostra almeno una decina in più, sia come scrittura che come bagaglio culturale musicale; novità e scoperte simili, negli ultimi anni, sono ben accette, molto grezze ed oscure. E’ così che ci piacciono.
Molto originale come album, le sue canzoni seguono una linea propria che, ascolto dopo ascolto, viene vista chiaramente anche dall’ascoltatore; i testi sono un pugno nello stomaco, immagini dirette ed esplicite, mentre il suono è povero ma ben strutturato. La chitarra, il piano e poco altro, colorano la voce, la quale riesce ad animare le parole dette tra i denti.
Musica così ce ne vorrebbe di più, un miscuglio tra CCCP, Cristina Donà, Ustmamò, Luci della Centrale Elettrica e Massimo Volume. Il suo pensare troppo forte ha dato origine a queste undici perle scure, speriamo solo che sia solo l’inizio di una bellissima scoperta, non il risultato di un qualcosa che non si potrà ripetere.
Per il resto, ascoltatelo a fondo.
Hank
http://velvetgoldmine.iobloggo.com/634/simona-gretchen–gretchen-pensa-troppo-forte
recensione Sound and Vision (gennaio 2010)
Album di debutto per Simona. Sicuri che sia un lavoro d’esordio? No, perché a sentire questi undici pezzi tutto può venire in mente tranne il fatto di trovarsi dinanzi ad un’opera prima. Gretchen pensa troppo forte trasmette intensità, stile, poesia, schiettezza, rabbia, introspezione, significati, politica, teatralità, maestosità, riservatezza, pacatezza, lucidità: alzi la mano chi attribuirebbe tutto ciò ad un debuttante. Un lavoro assolutamente ben fatto, dove sonorità crude si accompagnano a momenti di vocalità sublime, dove ditorsioni sonore si abbinano a tratti puliti e diretti, dove pezzi come Alpha Ouverture ricordano fusioni tra la musica dei Nirvana e le parole di Pierpaolo Capovilla … sublime. Le mie fate e Cera denotano una semplicità talmente azzeccata da risultare splendide aperture alla magnifica Bianca in fondo al mare, sentimentale, penetrante dritta al cuore e con un coinvolgimento sonoro perfetto per la scena che non può non crearsi nella mente dell’ascoltatore. Degne di nota (ma non le sole) Simpatia per B.C., melodica e distorta, e Non trovo più le chiavi, ottima chiusura di un album che, in un periodo dove nascono come funghi fenomeni più o meno ridicoli, rende più tranquille le anime di chi vive di musica.
Complimenti.
Matteo Visentin
“Petrina vs Gretchen” – su Mentindipendenti (marzo 2010)
Ancora dobbiamo smaltire la scorpacciata di musica “nuova” dell’ultimo anno trascorso (tra Dente, Ministri, Beatrice Antolini, Calibro 35, Teatro degli Orrori, ecc.), che già dobbiamo (questo è il mio consiglio) rimboccarci le maniche, aprire il cassettino del lettore cd e inserire roba nuova, fresca.
Partiamo da due perle al femminile: In Doma di Debora Petrina e Gratchen Pensa Troppo Forte di Simona Gretchen. Non hanno molto a che fare, tra di loro, ma sono allo stesso modo espressioni della nuova incredibile vitalità dell’ambiente musicale italiano.
La prima parte dal suo pianoforte per avventurarsi nelle terre del jazz, dalle valli più classiche alle vette più moderne, deviate fino a ritmi urticanti, alla Beatrice Antolini. Il disco è molto suggestivo, ed esprime con forza il talento artistico che Petrina aspetta solo di far conoscere al grande pubblico. La seconda è stata subito etichettata come l’alterego al femminile de Le Luci Della Centrale Elettrica…a me non piace questo giudizio frettoloso, perché molte sono le sfumature che differenziano la Gretchen da Vasco Brondi. Nonostante ciò è evidente la similitudine con questo per quel che riguarda la forza delle liriche, i testi taglienti e introspettivi, gli arrangiamenti scarni. Senza farsi impressionare dall’ombra costante di Brondi, Simona avrà altrettanti argomenti da portare sul palco, di fronte ad un folto pubblico.
recensione Vitaminic (marzo 2010)
Piace molto, Simona Gretchen. Piace a molti e tutti sembrano apprezzare questo suo essere la-nuova-prossima-uguale-a-qualcosa. I paragoni, ecco, si sprecano: Luci Della Centrale Elettrica, Cristina Donà, Patti Smith, Nico … Un crescere di vezzi ed elogi. Siamo tutti pronti a dire: Ecco la nuova novità, ecco il cavallo vincente, ora svoltiamo. Io, però, mi riservo dei sani dubbi. Gretchen pensa troppo forte non è un disco da un solo sorso, è vero. Ti aggredisce con due accordi basilari, una martellante Alpha Ouverture che è un inizio in grande stile. Stupisce con lirismi e arrangiamenti di ottimo pregio. Grande ritmo, bei suoni, voce ad hoc, parole pressanti. Ma già da Le mie fate la nostra Gretchen comincia ad assomigliare al solito cantautorato intimistico-arrabbiato al femminile. Riprende forza con Cera. Stupisce con Fockus. Su e giù, noia e gaudio, grida isteriche e parole importanti, interesse e stitichezza. Bisogna estenuarlo, l’ascoltatore. Simona è cantautrice novella da seguire su un ottovolante di emozioni dove non sai se eccitarti per le salite o provar paura e disagio nelle discese. Deve essere questo il segno di chi riesce a scuotere e far parlare di sé. Quindi via, a piccoli sorsi la nuova stella raccoglie gocce di dissetante apprezzamento, e chissà che un giorno non sia proprio lei, il termine di paragone.
Chiara Leandri
http://www.vitaminic.it/2010/03/simona-gretchen-gretchen-pensa-troppo-forte-disco-dada-records/
recensione Mag-Music (marzo 2010)
Fabrizio De Andrè classificava gli uomini in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a farlo. Simona Gretchen appartiene, senza dubbio, alla prima categoria.
La giovane cantautrice indie esordisce, in grande stile, con l’album Gretchen pensa troppo forte (dopo la precedente militanza come bassista nei Karmika*) prodotto artisticamente da Lorenzo Montanà (Tying Tiffany).
La Gretchen (personaggio femminile del Faust di Goethe e alter ego di Simona) dimostra una sferzante abilità cantautoriale attraverso disincantate introspezioni a tratti noise (Alpha Ouverture) che indagano un flusso di coscienza folkloristica (Le mie fate, Cera, Due apprendisti).
Riverberi austeri che si compiacciono di una poeticità viscerale come in O nostre pelli e Vuota (con Nicola Manzan/Bologna Violenta alla viola) e per i quali la Gretchen è spesso accomunata a Vasco Brondi nonostante un sé narrativo che continua a porla di fronte ad uno specchio, chiedendo alla propria proiezione Che cosa voleva questa donna che aveva gli occhi sempre accesi di una fiamma indecifrabile?.
Miria Colasante
http://www.magmusic.it/2010/03/26/simona-gretchen-gretchen-pensa-troppo-forte/