recensione BluRadioVeneto (dicembre 2009)
La scena italiana si è proprio emancipata dall’anglofilia e da quel provincialismo che per moltissimi anni l’ha caratterizzata in negativo. Oddio, non sarà proprio vero al 100%, però dischi come questo ormai sono quasi una regola, esiste anche da noi chi cerca di dire qualcosa di originale e soprattutto di farlo in autonomia.
Può piacere o no, Simona Gretchen, perché, a certi palati tra il mainstream ed il classico, le contorsioni urticanti della voce e dei suoni di questo disco suoneranno estranee. Noi del resto diciamo che proprio questa specificità è invece il valore aggiunto.
C’è certamente una tradizione alla quale la signora in questione rimanda. Ma è quella migliore dell’indie italiano: sicuramente quella, mutatis mutandis, dei capiscuola CCCP/CSI, anche se approcciata più scorticatamente e soprattutto al passo coi tempi, oltre la retorica citazionista troppo spesso esercitata da vari chierici ortodossi all’incontrario.
Piace poi che tutto ciò venga da una donna, in controtendenza rispetto agli usi nostrani.
Luciano Marcolin
http://bluradioveneto.it/recensioni/simona-gretchen-gretchen-pensa-troppo-forte