recensione Sound and Vision (gennaio 2010)

Album di debutto per Simona. Sicuri che sia un lavoro d’esordio? No, perché a sentire questi undici pezzi tutto può venire in mente tranne il fatto di trovarsi dinanzi ad un’opera prima. Gretchen pensa troppo forte trasmette intensità, stile, poesia, schiettezza, rabbia, introspezione, significati, politica, teatralità, maestosità, riservatezza, pacatezza, lucidità: alzi la mano chi attribuirebbe tutto ciò ad un debuttante. Un lavoro assolutamente ben fatto, dove sonorità crude si accompagnano a momenti di vocalità sublime, dove ditorsioni sonore si abbinano a tratti puliti e diretti, dove pezzi come Alpha Ouverture ricordano fusioni tra la musica dei Nirvana e le parole di Pierpaolo Capovilla … sublime. Le mie fate e Cera denotano una semplicità talmente azzeccata da risultare splendide aperture alla magnifica Bianca in fondo al mare, sentimentale, penetrante dritta al cuore e con un coinvolgimento sonoro perfetto per la scena che non può non crearsi nella mente dell’ascoltatore. Degne di nota (ma non le sole) Simpatia per B.C., melodica e distorta, e Non trovo più le chiavi, ottima chiusura di un album che, in un periodo dove nascono come funghi fenomeni più o meno ridicoli, rende più tranquille le anime di chi vive di musica.

Complimenti.

Matteo Visentin

http://www.soundandvision.it/blog.php?id=360

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