Articoli marcati con tag ‘Federico Guglielmi’

Mucchio Extra: 50 album di rock (in) italiano 2001-2010

Gretchen pensa troppo forte è sul Mucchio Extra, segnalato fra i 50 album fondamentali di rock (in) italiano dell’ultimo decennio.

[ ... ] la songwriter di Faenza asseconda un’incontenibile urgenza comunicativa e opta per soluzioni aspre, sghembe e tutt’altro che accomodanti, chitarre elettriche e acustiche, un canto vicino alla declamazione e liriche tendenti al dark [ ... ] un disco straordinariamente riflessivo nell’urlare la propria, orgogliosa difformità [ ... ]

“Venti e tre”: Marco Pecorari su Rumore e Federico Guglielmi sul Mucchio

[...] Simona Gretchen irrompe (quando meno me l’aspetto e come una bomba) nella mia casella di posta col 7″ Venti e tre: la title track è  il resoconto dell’anno appena passato che coincide con la boa dei 23 anni (Ian Curtis anyone?): un punto della situazione a nervi scoperti, una catarsi delle cose che le avevano in quel lasso di tempo fatto più bene e più male. L’accostamento con Venus in furs, apparentemente casuale, diventa chiaro: l’unione del piacere e del dolore e il tema del perdono che non può arrivare e soprattutto un atto d’amore nei confronti dei Velvet Underground. Due canzoni semplicemente da brividi e una riflessione personale: se Simona non mi avesse contattato non avrei ascoltato nè il suo 7″ nè il suo album passato quasi inosservato su queste pagine (e incensatissimo invece su altre, nel bene e nel male). Voi che la musica la amate non fate come me: spesso il ruolo privilegiato di giornalista musicale significa permettersi il lusso di perdersi simili gemme, per puro snobismo o anche solo per pigrizia.

[Rumore, Scanner Italia, maggio 2011]

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Simona Gretchen in sette pollici

Difficile che, almeno al lettore abituale di questa rivista, il nome di Simona Gretchen suoni nuovo, non fosse altro perché il suo Gretchen pensa troppo forte (Disco Dada/Venus) è stato segnalato nel nostro Annuario fra i dischi italiani più significativi del 2009 e ha vinto l’ultima edizione del Premio Fuori dal Mucchio, riservato al migliore esordio del 2009/10. In seguito, l’oggi ventiquattrenne cantante, musicista e songwriter di Faenza ha collezionato una lunga serie di concerti su e giù per il Paese, limitando le uscite alla bella Krieg nella raccolta La leva cantautorale degli anni Zero. Nell’attesa del secondo album, che certo non mancherà di sorprendere, sarà a giorni disponibile un singolo in vinile – cinquecento copie numerate a mano – contenente due brani inediti: l’autografo Venti e tre, 2′ e 22″ di trame rock nervose e abrasive, atmosfere claustrofobiche e parole declamate con carismatica convinzione, e una cover di Venus in furs un po’ addolcita rispetto all’originale dei Velvet Underground ma non per questo privata delle sue arie cupe e malsane. Il disco può essere acquistato a 5 euro più spese di spedizione presso www.simonagretchen.it, o ai banchetti di eventuali , future tappe dal vivo di Simona; il fascino dell’oggetto, accresciuto dalla tiratura molto limitata, suggerisce però di affrettarsi, sempre che non si voglia correre il rischio di doverlo cercare, un domani, su eBay.

[Mucchio, maggio 2011]

Premio Fuori dal Mucchio

http://www.ilmucchio.it/news.php?id=1707

Simona Gretchen si aggiudica la tredicesima edizione del Fuori Dal Mucchio con Gretchen pensa troppo forte, riservato al migliore esordio discografico italiano della stagione 2009/2010.

Federico Guglielmi ha consegnato il Premio a Simona il 26 novembre al Teatro Masini di Faenza.

Federico Guglielmi intervista Simona Gretchen su Il Mucchio

Espressivo, graffiante, di grande carattere: Gretchen pensa troppo forte, debutto della ventiduenne romagnola, è una delle più belle sorprese degli ultimi anni di cantautorato rock italiano.

Quando hai composto i pezzi, e cosa ti bruciava dentro, al punto di spingerti a metterti in proprio, dopo aver suonato in alcune band?

I brani sono stati scritti da luglio 2008 a giugno 2009 eccetto Alpha Ouverture e Fockus, ai quali ho lavorato durante le registrazioni. Credo che a portarmi al percorso solistico sia stata la volontà di rimettermi in gioco in qualcosa di completamente diverso da ciò che avevo fatto fino ad allora. Chiuso il discorso con i Karmica* ero amareggiata per una serie di motivi, ma per niente rassegnata: ero consapevole di cosa non aveva funzionato e non volevo tentare di ricreare un progetto di quel tipo. Cominciavo poi a sentire il bisogno di proporre quello che forse era già pronto a essere sviscerato: percepivo di avere materiale per un disco mio, anche se non c’era nulla (o quasi) di pronto. Forse è stata una specie di scommessa. Tutta fra Simona e Gretchen, però.

Le tue canzoni sembrano rifarsi agli anni 90, in primis PJ Harvey e Giovanni Lindo Ferretti. Quali influenze, stilistiche e attitudinali, riconosci come importanti, per te?

Rimandano certamente a quelle esperienze, insieme a tante altre. Gruppi come Smashing Pumpkins, Pixies o Melvins, la scrittura di Leonard Cohen e di Patti Smith, la violenza del vecchio punk e del grunge, e soprattutto il segno indelebile lasciato dai primi Velvet Underground, e da una figura affascinante come Nico, sono stati imprescindibili.

Musicalmente ti poni in modo scarno e spigoloso: è una scelta artistica, o è la tua natura selvatica a non poter essere contenuta?

I due aspetti coincidono: quando ho preso coscienza di una certa predisposizione stilistica e l’ho accettata come tale, essa è diventata anche una scelta artistica vera e propria. Credo che la mia musica e il mio modo di scrivere siano spigolosi perché vogliono profondamente esserlo, e allo stesso tempo perché non potrebbero risultare diversi da così. La produzione artistica di Lorenzo Montanà, poi, è stata preziosa, perché mi ha sostenuta e valorizzata anche in questo senso.

I tuoi testi sono piuttosto visionari e, spesso, carichi di tensione. Cosa cerchi, attraverso essi, di esorcizzare?

Certi frammenti di realtà che sono impressi nella memoria e che miro contemporaneamente a conservare – o, meglio, non disperdere – e rendere più tollerabili. Più che a esorcizzare uno stato d’animo miro ad un certo tipo di catarsi, per me e per chi mi ascolta: non scrivo per sentirmi meglio, al limite per conoscermi meglio.

In che modo ti senti inserita nella tradizione delle nuove cantautrici italiane, e come – al contrario – pensi di esserne un elemento in qualche misura differente?

Preferirei non collocarmi in nessuna tradizione al femminile: ci sono parecchie nuove cantautrici, ma non mi sembrano loro a essere punti di traino del nostro panorama indie italiano. Per rapportarsi davvero alla scena occorrerebbe confrontarsi con un contesto più allargato. Temo che altrimenti rischieremmo seriamente di finire in cinque (donne) a guardarci male e nel frattempo gli altri duecento (uomini) a fare la Storia.

Sei già stata definita una specie di versione al femminile de Le Luci della Centrale Elettrica. Quali affinità e divergenze rilevi con Vasco Brondi e il suo mondo apocalittico?

Di sicuro lui ha saputo toccare tasti giusti (e dolenti) della mia e sua generazione, e parlandone si finisce sempre per farlo al plurale. Io per prima mi ritrovo a usare il noi. Non dovrebbe stupire più di tanto, poiché Le Luci canta di tutti coloro che sono parte di questi cazzo di anni zero. Penso che i nostri due mondi siano entrambi apocalittici, solo – forse – in modi diversi: lo scavarsi dentro di Brondi si trasforma in un grido popolare/generazionale di ampia portata, il mio è magari più introspettivo, sovraespone il corpo in fondo solo per penetrare più a fondo la mente. Se Brondi ci parla di noi qui si parla di individui, ma a una tale deriva da non essere immuni a una certa spersonalizzazione … però, pensandoci bene, dopo il Postmodernismo parlare di individui veri e propri – che sia io o Le Luci o chiunque altro a farlo, ovunque, risulterebbe per lo meno inopportuno. O no?

Federico Guglielmi

Federico Guglielmi intervista in diretta telefonica Simona Gretchen su Radio1/Stereonotte

Per la puntata del 29 Novembre (tra sabato e domenica) Stereonotte è : Speciale Indipendenti!
Proponendosi come naturale seguito dell’Invito Personale della sera prima, Stereonotte offre una puntata particolare interamente dedicata alla musica italiana meno visibile a livello di grandi media, modificando di conseguenza la sua abituale formula. Nella prima parte (00.25-1,00) ci si occuperà dei vincitori dei PIMI 2009, il Premio per la musica indipendente nazionale. Il secondo segmento (1,00-2,00) sarà monopolizzato dalle novità discografiche italiane di area indie; prevista anche un’intervista in diretta con la promettentissima cantautrice esordiente Simona Gretchen. Il cuore del programma (2.00-5.00) ospiterà poi un’ampia carrellata storica sugli ultimi trent’anni di musica alternativa realizzata in Italia (con collegamenti telefonici con artisti e operatori del settore presenti al MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e delle Autoproduzioni di Faenza). Altri artisti di casa nostra saranno infine protagonisti del solito congedo pop dell’ultima fascia (5.00-5,30).
Stereonotte è condotto da Federico Guglielmi con la regia di Alessandro Cerratti, responsabile Gianmaurizio Foderaro.

Stereonotte va in onda il sabato notte dalle 0.30 alle 5.30

http://www.radio.rai.it/radio1/radiounomusica/stereonotte.cfm

NEWS

MUCCHIO EXTRA: GRETCHEN PENSA TROPPO FORTE FRA I 50 ALBUM FONDAMENTALI DI ROCK (IN) ITALIANO 2001-2010

Mucchio Extra, n. 37, inverno 2012

TARGA GIOVANI SUPERSOUND 2011 – MIGLIOR TESTO: VENTI E TRE

La giuria selezionata dal fior fiore della stampa musicale nazionale, e composta nientepopodimenoche da: Luca Valtorta (XL – Repubblica), Luca D’Ambrosio (Musicletter.it), Andrea Diani (RadUni), Fabrizio Galassi (Repubblica.it/Kataweb, Wired), Orazio Martino (Gli Osservatori Esterni), Luca Minutolo (Fuori dal Mucchio), Giorgio Moltisanti (Rumore), Antonio Oleari (Jam), Gianluigi Peccerillo (Dance Like Shaquille O’Neal), Davide Rolleri (The Breakfast Jumpers), Hamilton Santià (Il Mucchio), Jacopo Tomatis (Il Giornale della Musica) ed Enrico Veronese (Italian Embassy, Blow Up), con la supervisione e il coordinamento di Chiara Caporicci e Giordano Sangiorgi del MEI – Meeting degli Indipendenti ha elargito il suo verdetto.

http://www.facebook.com/simona.darchini#!/notes/mei-sangiorgi/ecco-i-vincitori-della-targa-giovani-supersound-2011-i-cani-be-forest-carlot-ta-/10150232564514927

VENTI E TRE – IL 7″ IN 500 COPIE

A maggio è uscito Venti e tre, prodotto da Disco Dada e Trovarobato. Venti e tre è il singolo su vinile che include il brano omonimo e la cover di Venus in furs dei Velvet Underground. Alle registrazioni hanno partecipato Paolo Mongardi (Zeus!) e Giacomo Sangiorgi. La produzione artistica è di Lorenzo Montanà. E’ disponibile in 500 copie, numerate a mano.

IL PREMIO FUORI DAL MUCCHIO A GRETCHEN PENSA TROPPO FORTE

Gretchen pensa troppo forte (Disco Dada, 2009) ha ottenuto il Premio Fuori dal Mucchio 2009/10, come miglior esordio italiano indipendente.

http://www.ilmucchio.it/news.php?id=1707

L’INTERVISTA DI GIORGIO MOLTISANTI PUBBLICATA SU ITALIAN EMBASSY 

http://www.italianembassy.it/giorgio-moltisanti-dialoga-con-simona-gretchen/

LA LEVA CANTAUTORALE DEGLI ANNI ZERO

Krieg è il brano di Simona Gretchen incluso ne La leva cantautorale degli anni Zero, un progetto promosso da Club Tenco e Ala Bianca.

INDIE OR DIE – LA COMPILATION INDIE DI DISCO DADA

Indie Or Die è la compilation indie di Disco Dada Records che include brani di Christine Owman, Audionom, The Horrors, Project Skyward, Tying Tiffany, Zombelle, Simona Gretchen, A Place To Bury Strangers, Schonwald, Nevica Su Quattropuntozero, Who Made Who, Vum, Umberto Palazzo, Black Church, Letherdive, Techno God, Fan Death.

L’INTERVISTA SU AUT

Simona Gretchen è stata intervistata da Daniele Catena per il numero di aprile 2010 di Aut (http://www.mariomieli.org/spip.php?rubrique30), il mensile gratuito edito dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (http://www.mariomieli.org/) di Roma.

http://www.muccassassina.com/upload/pdf/aut_04_2010.pdf 

MUCCHIO – ANNUARIO 2009

Dopo la recensione e l’intervista di Federico Guglielmi sul Mucchio (numeri di dicembre 2009 e gennaio 2010), Simona Gretchen è con Gretchen pensa troppo forte sull’Annuario 2009 (vedi http://www.simonagretchen.it/site/sullannuario-del-mucchio-2009-gennaio-2010.html).