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recensione e intervista su YourBandsReview

Simona mi ha mandato quest’album, il suo primo FL in uscita a fine novembre per la Dada Records. Le prime tracce mi catapultano in una claustrofobica cantina noise dove a dare spettacolo sono la sua voce densa di rabbia adolescenziale e un’atmosfera satura di feedback e giri minimal noise.

Da subito intuisco che la direzione artistica è incentrata sulle liriche, e a suggerimento è anche la voce, decisamente cantautoriale.

Ottimi arrangiamenti di chitarra in Cera, in cui arpeggi delicati si intrecciano in un pattern, ancora una volta, ideato per ospitare la favola dark che la voce di Simona va a raccontare.

Da qui in poi noto una certa influenza CCCP, ma anche De Andrè e Patti Smith, il disco sfuma, quindi, sempre meno claustrofobico e sperimentale e sempre più folk.

Ai primi ascolti la voce può sembrare un tantino monotona, rischio scontato quando si prende un genere come il cantautoriale italiano e lo si incastona in un rock più fresco, se non altro in età.

Tuttavia, seppur ancora un po’ immatura, la musica di Simona ha dalla sua una ferrea determinazione, la quale è stata riconosciuta anche da RockStar che l’ha inclusa nella sua compilation di novembre.

La produzione è in linea con la direzione artistica di Simona, alternative e minimale che prende spunto dai grandi dischi di questo genere (P.J. Harvey, Liz Phair).

Ansioso di avere un riscontro live, territorio nel quale si presenta in trio, faccio i miei complimenti a questa ragazza romagnola che a soli 22 anni è riuscita ad attrarre le attenzioni di un’etichetta indie con la semplicità della sua musica minimale e delle sue favole oscure.

Ciao, innanzitutto ti va di presentarti ai lettori di questo blog?

Buongiorno. Sono le 6 del mattino e tutto va bene. Mi chiamo Simona Gretchen, ho 22 anni e un’amica immaginaria di nome Margherita.

Quando e come è iniziata la tua carriera musicale?

Ho cominciato a suonare la chitarra a 12 anni. Questo non deve farvi pensare che sia una virtuosa o chissà cosa. Penso di aver capito di voler suonare in un gruppo ascoltando gli Smashing Pumpkins. Ho fatto parte di varie band, come chitarrista, suonando punk, grunge, indie-rock.  Sono passata al basso per entrare nei Karmica*, formazione indie-rock di Faenza, con cui ho condiviso due anni e mezzo di live. Simona Gretchen è un progetto recentissimo, nato nel settembre 2008. Non ricordo episodi particolari che mi abbiano spinto a prendere in mano uno strumento, l’attrazione nei confronti di strumenti a corde e tastiere parlava da sé. Ringrazio il fatto che i miei genitori abbiano sempre avuto gusto nei loro ascolti e mi abbiano appoggiato fin dall’inizio. L’unico vero dubbio amletico era se scrivere di musica o suonare

Le tue 5 influenze principali.

I Velvet Underground
i romanzi di Leonard Cohen, insieme alle sue stupende canzoni e poesie
figure femminili terribilmente affascinanti quali Patti Smith, Nico e Pj Harvey
il punk e l’hardcore che mi hanno scosso nei centri sociali
Schubert

Cosa ne pensi del music business in Italia e della musica italiana in generale?

Penso che dovremmo smettere di parlare della musica italiana e parlare di ciò che esce in Europa e nel mondo. Smettere di vedere il nostro piccolo microcosmo pieno di difetti e anacronismi come un riferimento per il dibattito musicale. In poche parole: cercare di eliminare quella prospettiva e allargare gli orizzonti di confronto. Tanto per cominciare. In Disco Dada ho trovato questo tipo di approccio e non potrei collaborare con persone che sento più vicine in questo senso.

Quali sono le ragioni che ti spingono a fare musica/arte in generale?

Egocentrismo suppongo. Penso che l’artista sia fondamentalmente egocentrico e un tantino narcisista, cerco solo di non esserlo in maniera pesante per il prossimo. Penso che sia molto facile venire fraintesi: c’è chi pensa che un artista si prenda molto sul serio solo in quanto tale … mi è capitato di confrontarmi con persone che avevano completamente ignorato (seppur in buona fede) il profondo sarcasmo di certi miei testi. Penso che l’arte insegni a essere sovraesposti ed educhi allo stesso tempo all’autoironia, se si è in grado di convogliare le energie al meglio. Se poi non sempre certe cose vengono recepite … c’est la vie.

Di cosa parlano i tuoi testi?

Di me fondamentalmente. Quando non parlano di me parlano di cose che ho visto nella vita reale o nei sogni, che non considero meno reali. Penso che Gretchen pensa troppo forte sia un disco autobiografico in maniera ossessivo-compulsiva.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vi ringrazio per la recensione al mio disco in uscita e per quest’intervista, e porgo i miei saluti ai lettori.  

http://yourbandsreview.blogspot.com (vedi 13 e 19 novembre 2009)

NEWS

MUCCHIO EXTRA: GRETCHEN PENSA TROPPO FORTE FRA I 50 ALBUM FONDAMENTALI DI ROCK (IN) ITALIANO 2001-2010

Mucchio Extra, n. 37, inverno 2012

TARGA GIOVANI SUPERSOUND 2011 – MIGLIOR TESTO: VENTI E TRE

La giuria selezionata dal fior fiore della stampa musicale nazionale, e composta nientepopodimenoche da: Luca Valtorta (XL – Repubblica), Luca D’Ambrosio (Musicletter.it), Andrea Diani (RadUni), Fabrizio Galassi (Repubblica.it/Kataweb, Wired), Orazio Martino (Gli Osservatori Esterni), Luca Minutolo (Fuori dal Mucchio), Giorgio Moltisanti (Rumore), Antonio Oleari (Jam), Gianluigi Peccerillo (Dance Like Shaquille O’Neal), Davide Rolleri (The Breakfast Jumpers), Hamilton Santià (Il Mucchio), Jacopo Tomatis (Il Giornale della Musica) ed Enrico Veronese (Italian Embassy, Blow Up), con la supervisione e il coordinamento di Chiara Caporicci e Giordano Sangiorgi del MEI – Meeting degli Indipendenti ha elargito il suo verdetto.

http://www.facebook.com/simona.darchini#!/notes/mei-sangiorgi/ecco-i-vincitori-della-targa-giovani-supersound-2011-i-cani-be-forest-carlot-ta-/10150232564514927

VENTI E TRE – IL 7″ IN 500 COPIE

A maggio è uscito Venti e tre, prodotto da Disco Dada e Trovarobato. Venti e tre è il singolo su vinile che include il brano omonimo e la cover di Venus in furs dei Velvet Underground. Alle registrazioni hanno partecipato Paolo Mongardi (Zeus!) e Giacomo Sangiorgi. La produzione artistica è di Lorenzo Montanà. E’ disponibile in 500 copie, numerate a mano.

IL PREMIO FUORI DAL MUCCHIO A GRETCHEN PENSA TROPPO FORTE

Gretchen pensa troppo forte (Disco Dada, 2009) ha ottenuto il Premio Fuori dal Mucchio 2009/10, come miglior esordio italiano indipendente.

http://www.ilmucchio.it/news.php?id=1707

L’INTERVISTA DI GIORGIO MOLTISANTI PUBBLICATA SU ITALIAN EMBASSY 

http://www.italianembassy.it/giorgio-moltisanti-dialoga-con-simona-gretchen/

LA LEVA CANTAUTORALE DEGLI ANNI ZERO

Krieg è il brano di Simona Gretchen incluso ne La leva cantautorale degli anni Zero, un progetto promosso da Club Tenco e Ala Bianca.

INDIE OR DIE – LA COMPILATION INDIE DI DISCO DADA

Indie Or Die è la compilation indie di Disco Dada Records che include brani di Christine Owman, Audionom, The Horrors, Project Skyward, Tying Tiffany, Zombelle, Simona Gretchen, A Place To Bury Strangers, Schonwald, Nevica Su Quattropuntozero, Who Made Who, Vum, Umberto Palazzo, Black Church, Letherdive, Techno God, Fan Death.

L’INTERVISTA SU AUT

Simona Gretchen è stata intervistata da Daniele Catena per il numero di aprile 2010 di Aut (http://www.mariomieli.org/spip.php?rubrique30), il mensile gratuito edito dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (http://www.mariomieli.org/) di Roma.

http://www.muccassassina.com/upload/pdf/aut_04_2010.pdf 

MUCCHIO – ANNUARIO 2009

Dopo la recensione e l’intervista di Federico Guglielmi sul Mucchio (numeri di dicembre 2009 e gennaio 2010), Simona Gretchen è con Gretchen pensa troppo forte sull’Annuario 2009 (vedi http://www.simonagretchen.it/site/sullannuario-del-mucchio-2009-gennaio-2010.html).

BIOGRAFIA

Simona Gretchen, classe 1987, è nata a Faenza.

Le atmosfere che caratterizzano la sua produzione sono a un tempo cupe e sarcastiche, i brani mescolano memoria e allucinazione, maschile e femminile, ordine e delirio onirico.

Pubblica il suo primo album, Gretchen pensa troppo forte, nel novembre 2009, per la indie label Disco Dada, di Lorenzo Montanà e Gianluca Lo Presti.
Con la produzione artistica di Lorenzo Montanà e la partecipazione, fra gli altri, di Nicola Manzan, il disco si aggiudica la tredicesima edizione del premio Fuori Dal Mucchio, riservato al migliore esordio discografico italiano della stagione 2009/10.

Pubblica l’inedito Krieg per La leva cantautorale degli anni Zero.

Pubblica a maggio 2011 il sette pollici Venti e tre, in edizione limitata, che include il brano omonimo e una cover di Venus in furs. Alle registrazioni partecipano Lorenzo Montanà (sua, come di consueto, anche la produzione artistica) e Paolo Mongardi (Zeus!), oltre a Giacomo Sangiorgi, pianista e scrittore. Venti e tre si aggiudica la Targa Giovani Supersound 2011 come Miglior Testo.

Sempre a maggio esce la compilation omaggio al Santo Niente Generazioni, cui Simona prende parte con la cover di Junkie, registrata con la collaborazione de La Mela e Newton.

Dopo aver aperto concerti di Bologna Violenta, Giorgio Canali & Rossofuoco, Baustelle, Calibro 35, La Blanche Alchimie e altri, e un tour di quasi due anni, co-produce l’edizione in vinile dell’album Lacrima/Pantera di The Death Of Anna Karina e fonda la DIY label Blinde Proteus, che pubblicherà a maggio il nuovo lavoro degli Elettrofandango, Achab.

Lavora attualmente a nuovi brani, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo autunno.

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Gretchen pensa troppo forte (2009, Disco Dada)

Venti e tre (2011, Disco Dada/Trovarobato)

Indie or die (2010, Disco Dada, AA.VV.)

La leva cantautorale degli anni Zero (2010, Ala Bianca, AA.VV.)

Generazioni (2011, Disco Dada, AA.VV.)